Guida Definitiva al SEO Marketing

I motori di ricerca consentono di filtrare tonnellate di informazioni disponibili su Internet e ottenere risultati accurati, infatti praticamente tutto quello che facciamo online, ma anche offline, inizia da una ricerca.

Inutile dire quanto sia strategico per un’azienda, un prodotto o un brand comparire nella prima pagina dei risultati, visto che solo il 6% degli utenti passa alla seconda.

Se vuoi comprendere cos’è la SEO e come funziona, qui trovi la guida definitiva con tutte le informazioni che ti servono.

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SEO: definizione

L’acronimo inglese SEO sta per Search Engine Optimization, che significa Ottimizzazione per i Motori di Ricerca ed è un insieme di strategie e tecniche che hanno lo scopo di favorire il posizionamento gratuito del proprio sito web nei risultati rilevanti delle ricerche.

 

SEO Cos’è: Significato

Il sito web oggi non va più immaginato come una “vetrina” o una “brochure online”, si tratta invece di un vero e proprio sistema organico composto da molteplici risorse ed entità differenti che entrano in gioco per l’utente, per la comunicazione, per il marketing e soprattutto per i motori di ricerca.

Allo stesso modo la SEO va considerata come un insieme di attività, dentro e fuori dal sito, da considerare nell’insieme per ottenere risultati.

Link e contenuto editoriale, elementi certamente fondamentali per il posizionamento, non rappresentano l’unico fattore da valutare per il ranking dai motori di ricerca, che stanno diventando sempre più intelligenti e complessi, capaci di leggere e analizzare i molteplici parametri.

Motori di Ricerca

I motori di ricerca devono la propria notorietà alla capacità di trovare contenuti di qualità che soddisfino il quesito descritto nel campo di ricerca.

Primo tra tutti è Google, viene infatti utilizzato per più del 90% nelle ricerche planetarie, per la sua rapidità e precisione nel restituire risposte sotto forma di link al sito web, immagini, notizie, mappe, video, etc.

8 motori più utilizzati

Sin dagli albori di Internet i motori di ricerca hanno aiutato gli utenti a trovare siti web e informazioni, ma nel tempo il comportamento degli utenti e la vastità infinita dei contenuti, hanno reso le cose più complesse, dunque si sono sviluppati e specializzati, offrendo servizi sempre più verticali e personalizzati.

Il primo in assoluto, forse inutile dirlo, è Google, segue per importanza e utilizzo YouTube, che non è un vero e proprio motore di ricerca, ma assolve alla funzione di informare e intrattenere con contenuti video.

Un video infatti è molto più efficace di un testo, comunica di più e più velocemente, ma il testo per ora, rimane il modo più efficace per fare SEO, o almeno fino a che un software non riuscirà a captare i contenuti del video.

 

I motori di ricerca più utilizzati del 2020:

  • Bing
  • Yahoo
  • Ask.com
  • AOL
  • Baidu
  • Yandex
  • Duckduckgo
  • Wolframalpha

SEO a Cosa Serve

Il compito principale della SEO è determinare le migliori condizioni affinché il pubblico potenziale visiti il o i siti web di un’azienda, di un brand, di un prodotto o di un servizio, facendo delle ricerche sui motori.

Quante più combinazioni di parole e frasi riusciranno a generare risultati di traffico al sito dalla prima pagina delle SERP (Search Engine Results Page), maggiore sarà l’efficacia della strategia di SEO Content Marketing.

Una delle expertise principali di un’agenzia SEO sta proprio nella capacità di individuare gli argomenti che interessano all’audience dell’azienda e a capire con quali composizioni di termini vengono effettuate le ricerche online.

 

Search Intent

Conoscere i temi e gli argomenti che interessano ai potenziali clienti, saper interpretare gli “schemi mentali” delle persone e dedurre con quali parole chiave viene effettuata la ricerca, è l’anima della strategia SEO Content Marketing, il segreto per aprire le porte al traffico gratuito.

Semantica, Linguistica e Neuromarketing aiutano a comprendere le strategie delle persone, il Job To Be Done ed il Search Intent, poiché il modo in cui le persone scrivono e si esprimono, impatta sull’intera strategia di analisi e sviluppo dei contenuti.

SEO Come Funziona

Innanzitutto occorre ricordare che, nonostante richieda competenze specifiche in ambito web design, sviluppo codice e copywriting, la SEO non è una scienza esatta, in quanto i motori di ricerca sono una “variabile” nota solo in parte, visto che le logiche di funzionamento vengono svelate parzialmente e costantemente modificate, mentre la scorciatoia degli annunci a pagamento è sempre disponibile.

La SEO dev’essere vista come un investimento a lungo termine che porterà presenza online, traffico crescente e credibilità, diluendo i costi nel tempo.

Le tecniche SEO o best practice, si concentrano principalmente su due fronti:

  • la SEO On Page

  • la SEO Off Page

SEO On Page

Le attività SEO On Page (detta anche SEO on site) riguarda l’ottimizzazione di tutti gli elementi presenti all’interno delle pagine del sito web per il posizionamento sui motori di ricerca, un’attività ampia e complessa che riguarda una lunga serie di elementi come:

  • Titoli
  • Meta TAG
  • URL
  • Parametri dell’Architettura e del Codice di Programmazione
  • Usabilità del Sito
  • Leggibilità
  • Contenuto
  • Immagini
  • Keyword
  • Link Interni

Devi sapere che Google considera circa 200 fattori per determinare l’attendibilità di un sito web e posizionarlo al top delle SERP, tra questi i più rilevanti su cui concentrarsi sono 7:

  • SEO Copywriting
  • Ottimizzazione Immagini
  • User Engagement
  • Struttura Tecnica
  • Link Interni
  • Responsività Mobile
  • Velocità del Sito

 

SEO Copywriting

La SEO è una delle numerose attività di web marketing che completano l’Inbound Marketing. Ha lo specifico scopo di attirare il traffico dai motori di ricerca, fornendo contenuti di valore ad un pubblico potenziale in target. Il segreto per creare contenuti, che siano di reale valore, sta nella capacità del SEO Copywriter di captare ed interpretare il “search intent” fornendo le risposte giuste, ovvero, se il contenuto è rilevante per l’utente che ha effettuato la ricerca, Google lo premierà con posizionamento in prima pagina.

Un fattore fondamentale è la leggibilità e la semplicità di fruizione, dunque meglio evitare grandi blocchi di testo utilizzando paragrafi brevi, titoli, sottotitoli ed elenchi puntati, prestando molta attenzione all’originalità: con Google non si può copiare, si rischiano penalizzazioni – SEO penalty – molto pesanti.

Ultimo, ma non meno importante, è l’utilizzo dei TAG e della description, funzione specifica del codice HTML che consente ai crawler di mappare il contenuto leggendo tra i meta dati.

Ottimizzazione immagini

Altro aspetto rilevante nella strategia SEO On Page sono le immagini, sempre più utilizzate dagli utenti per trovare risposte: devono contenere la parola chiave nel nome del file, nella description e nel TAG ALT, si tratta di una tecnica evoluta per assecondare il comportamento degli utenti che utilizzano prevalentemente la sfera visiva del cervello.

User Engagement

Il comportamento dell’utente, che atterra su una pagina dopo aver effettuato una ricerca, determina lo User Engagement, ovvero la capacità del sito e dei contenuti di intrattenere a fare interagire la persona più a lungo possibile. Le metriche da considerare, per ottenere risultati con la SEO, sono:

  • le pagine per sessione o Pages per Session
  • la frequenza di rimbalzo o Bounce Rate
  • il CTR o Click-Through Rate

che dipendono sia dai motori di ricerca che dalla qualità dei contenuti proposti e dal design del sito.

Presta molta attenzione, perché è vero che la SEO aiuta a farti trovare, ma devi poi dare un motivo alle persone per rimanere.

Google Analytics

Lo strumento più efficace e più utilizzato per misurare la capacità del sito e dei contenuti di “ingaggiare” gli utenti è Analytics, il servizio gratuito di Google che consente, inserendo nelle pagine l’apposito codice di tracciamento, di analizzare come si genera il traffico e come si comportano gli utenti.

Pages per Session

La metrica che indica quante pagine vengono visualizzate da una persona, quanto visita il sito web prima di abbandonarlo, è la Page per Session, insieme alla durata media della sessione (ovvero il tempo speso mediamente da un utente sul sito). Sono valori che consentono di analizzare quanto una pagina sia interattiva e coinvolgente, quanto sia facile da navigare ed eventualmente, quali siano gli errori che diminuiscono l’efficacia del funnel di vendita o la lead generation.

Bounce Rate

Quando un utente effettua una ricerca, fondamentalmente vorrebbe trovare una risposta al suo quesito cliccando su un risultato; se questa condizione si verifica, l’utente presumibilmente trascorrerà un certo tempo sulla pagina, mentre se così non fosse, o avesse difficoltà a trovare nella pagina la sua risposta, molto probabilmente trascorrerà un tempo molto breve abbandonando il sito. Questo indicatore, ovvero la capacità di “trattenere” i visitatori, è la Frequenza di Rimbalzo o Bounce Rate. Se è molto alto identifica una strategia poco efficace oppure potrebbe indicare problemi relativi al sito, come la lentezza, il malfunzionamenti, lo scarso adattamento agli schermi degli smartphone, o peggio, un contenuto per nulla rilevante.

CTR

Una delle componenti fondamentali della pagina web su cui si concentrano le attività SEO, è quella “sorta di annuncio” che compare nelle SERP. Si tratta del titolo e delle poche righe di testo, molto simile agli annunci a pagamento di Google ADS, su cui le persone cliccano per atterrare sulla pagina di destinazione, ed è il mezzo in grado di portare più o meno visite al sito.

L’abilità di scrivere titoli e description rilevanti e accattivanti, in grado di attirare l’attenzione, in sintonia con la parola chiave ricercata, aumenta la probabilità che gli utenti visitino la pagina. Questa metrica di misurazione è il CTR o Click-Through Rate, più sarà alto, maggiore sarà l’efficacia dell’ottimizzazione e del copy SEO.

Struttura Tecnica

Il sito web, per essere posizionato, dev’essere composto da una solida rete di contenuti, e la struttura tecnica deve supportare l’intera architettura, in modo che i motori di ricerca riescano ad accedervi e memorizzare le keyword. Questa caratteristica detta anche crawlability si concentra sulla pulizia degli URL e sulla sicurezza, finalizzata a facilitare la scansione di Googlebot.

Agevolare la Scansione di Googlebot

Il crawler di Google, una volta segnalato l’URL, navigherà il sito web tramite la Sitemap e i link forniti nella home page. Risulta fondamentale dunque fornire una chiara struttura di link, individuando le pagine del sito che devono avere la priorità di scansione e indicizzazione, e agevolare gli spider nel loro percorso.

Allo stesso modo è importante bloccare tutte quelle pagine che non si desidera indicizzare, posizionandole sotto il disallow file del file robots.txt; inoltre, è consigliabile ripulire le catene di redirect e impostare i parametri per gli URL dinamici.

Sicurezza

Un fattore di ranking importante per Google è la sicurezza dei dati, ottenibile con il protocollo HTTPS, ma non solo. L’ottimizzazione del sito per i motori di ricerca, deve infatti prevedere l’analisi e la correzione di eventuali errori legati a collegamenti misti e non sicuri di pagine HTTP.

Per risolvere tali criticità, una volta individuati gli errori, inserire la sitemap nel file robots.txt e riscrivere il file .htaccess per reindirizzare tutto il traffico del sito web al dominio principale utilizzando il corretto URL HTTPS.

Collegamenti Sbagliati

I link rotti, reindirizzati o non funzionanti possono causare penalizzazioni – SEO penalty – nell’indicizzazione, devono quindi essere corretti cercando di avere una struttura di URL pulita, evitando errori 4xx e 5xx. Una buona pratica è il redirect 301 dalle pagine danneggiate, per fornire all’utente una pagina più pertinente.

Altra tecnica utile è realizzare una pagina 404 (la pagina visualizzata quando viene digitato un URL errato o una pagina non esiste più) “simpatica” che possa fornire risposte alternative all’utente, inviandolo verso altre risorse pertinenti. Eventuali errori 5xx, andranno fatti esaminare e risolvere dai tecnici del servizio di hosting.

Link Interni

Una delle caratteristiche necessarie perché il sito web si posizioni al top delle ricerche è la quantità di contenuti che, come detto, devono essere di qualità e originali, ma è altrettanto fondamentale l’esistenza di link interni, ovvero la connessione fra le varie pagine del sito. Occorre infatti permettere a Google, ma anche agli utenti, di accedere facilmente alle diverse aree e contenuti del sito, creando un “ecosistema” o “cluster” di risorse interconnesse.

Questo aumenta la crawlability e migliora la User Experience – UX – degli utenti, consente infatti agli spider di accedere a tutti i contenuti ed ai lettori di essere indirizzati verso le risorse che meglio soddisfano le esigenze.

Responsività Mobile

La navigazione da dispositivi mobile è ormai una prerogativa di tutti gli utenti in ogni mercato, dunque la capacità del sito di adattarsi agli smartphone (mobile friendly) è divenuta una caratteristica irrinunciabile che oltretutto premia nel posizionamento su Google.

La SEO On Page riguarda quindi anche l’ottimizzazione del codice, dei contenuti e del template grafico per mobile device, che si dovranno adattare rendendone semplice la fruizione. 

Velocità del Sito

Altro aspetto critico è la velocità, fondamentale per ottenere ranking su Google e non aumentare il Bounce Rate. Il lavoro di ottimizzazione SEO on page agisce sul codice e sul CMS per aumentare le prestazioni di caricamento e visualizzazione, eliminando risorse inutili, bug e codice superfluo. Anche le immagini assumono un ruolo centrale in questa fase, dovranno infatti essere ottimizzate nel peso e nella dimensione.

SEO Off Page

Visti i fattori più critici dell’ottimizzazione interna, ora ha senso capire cosa si fa “fuori dal sito”: la SEO Off Page, si occupa di tutte le attività utili ad aumentare la visibilità del sito e delle sue pagine.

Ottimizzare un sito web infatti, significa anche renderlo rilevante, autorevole ed affidabile agli occhi di Google, in modo che lo preferisca rispetto ai competitor.

Le attività di SEO Off Page si concentrano sulla creazione di traffico dall’esterno verso il sito web, detti anche Backlink, che potremmo classificare in ordine di importanza:

  • Link Building
  • Brand Mention
  • Social Media Marketing
  • Guest blogging
  • Influencer Marketing

Link Building

La tecnica di link building serve a costruire una rete di collegamenti da siti esterni verso il sito da promuovere, per facilitare il compito dei motori di ricerca, ma anche degli utenti. A Google infatti piacciono, ma soprattutto servono, questi link, ed è in grado di ricostruirne l’intera architettura valutando la quantità e la qualità, come uno dei parametri di ranking.

Maggiore sarà l’autorevolezza dei siti che ospitano link verso il sito da promuovere, più alto sarà il numero di risultati ottenuti. 

Brand Mention

La brand mention o menzione, si verifica quando un brand, un’azienda o un prodotto viene menzionato online all’interno di post social, siti web, articoli o altri contenuti. Esempi di brand mention possono essere le recensioni, i reclami, i feedback di clienti soddisfatti (e non) e vanno a costruire la reputazione sia agli occhi degli utenti, sia per gli algoritmi di Google.

Social Media Marketing

I Social Network sono un “mondo parallelo” rispetto al web, ma anche una preziosa fonte di traffico. I contenuti pubblicati sui vari social Facebook, Instagram, LinkedIn, TikTok, Pinterest, … aiutano il pubblico a visitare il sito web, ma rappresentano anche un elemento strategico per aumentare la presenza nelle SERP.

Guest blogging

Le attività di creazione contenuti sul proprio sito sono indubbiamente un fattore strategico per vincere sugli algoritmi di Google, ma anche farlo su siti esterni ha un valore notevole. Le attività di Blogging, ovvero di scrittura SEO su siti web ritenuti autorevoli da Google e dal pubblico, come la link building, aumenta l’autorevolezza del sito e la notorietà del brand.

Influencer Marketing

Approfittare della visibilità di influencer nelle rispettive nicchie, è un’altra tecnica utile per aumentare il numero di visite verso il sito web da promuovere. Una sorta di passaparola moderno che stimola la crescita del brand e l’autorevolezza per Google.

Google Come Funziona

Semplificando al massimo potremmo dire che Google mette a disposizione, di chiunque abbia accesso a Internet, il servizio di ricerca e contemporaneamente il servizio di indicizzazione, ovvero:

  • se hai un sito: puoi farlo memorizzare a Google per comparire nelle ricerche
  • se sei un utente: puoi trovare risposte alle tue domande nelle ricerche

SEO Ricerca Vocale

Con la massiccia diffusione degli smartphone e degli assistenti vocali, gli utenti che chiedono a Siri, OK Google, etc. invece di scrivere una query, hanno superato abbondantemente il 50%. Quindi il motore di ricerca, che aggiorna costantemente i propri algoritmi per offrire il miglior servizio possibile, garantendo velocità e praticità di utilizzo, ha imparato a comprendere cosa cerchi, decodificando anche il linguaggio naturale. 

Contenuti Ottimizzati SEO

Google sostanzialmente ha ridefinito il modo in cui dev’essere sviluppato il servizio SEO per ottenere traffico organico, dettando nuove regole che rendono inefficaci le strategie adottate in passato. 

L’attività SEO oggi richiede una strategia specifica, sostanzialmente è sempre più difficile imbrogliare il software di Google, che necessita di contenuti SEO ottimizzati e reti di link congegnati secondo un preciso schema di gioco: la seo voice search.

Topic Cluster

L’elemento cardine della strategia SEO content marketing sono i Topic Cluster, ovvero un gruppo (cluster) di contenuti incentrati su un tema specifico (topic).

Il pilastro su cui si regge è appunto la Pillar Page (pagina pilastro) a cui sono collegate altre pagine del sito e del blog che approfondiscono il tema (subtopic).

Queste pagine contengono link sia verso la Pillar, sia verso le altre pagine, creando una rete di connessioni (molto simili alle reti neurali) in grado di segnalare a Google una grande autorevolezza su un determinato argomento, aumentando nel tempo il posizionamento nelle SERP.

Questa architettura ragionata e organizzata dei contenuti si fonda su alcuni elementi di base:

  • Topic
  • Subtopic
  • Pillar Page
  • Articoli Blog
  • Reti di Link Interni

Topic cos’è

Con il termine Topic, letteralmente argomento, si intende indicare il tema, l’argomento, il prodotto, il servizio ect. specifico per cui si intende generare traffico organico, ovvero riuscire a comparire nelle prime posizioni delle SERP di Google con il più alto numero di ricerche correlate.

Subtopic cosa sono

Le frasi o le chiavi di ricerca, utilizzate dalle persone per trovare risposte e approfondimenti a proposito di un argomento, possono essere davvero tante.

Google, quando inizi a digitare nel campo di ricerca, suggerisce ciò che altri utenti hanno già cercato per aiutarti a trovare la risposta alla domanda.

Queste parole chiave o long tails, rappresentano i subtopic, ovvero i contenuti di approfondimento utili a chiarire più approfonditamente il topic centrale.

Pillar Page

La pagina principale con cui viene descritto il topic, ovvero il pilastro del contenuto, è la Pillar Page o pagina pilastro; la caratteristica principale che la contraddistingue è la profondità del contenuto. Dovrà infatti descrivere il tema in modo chiaro, convincente ed esaustivo.

Una pillar page ha anche altre caratteristiche che la rendono tale:

  • Lunghezza del testo: normalmente una pillar page deve contenere dalle 2.800 alle 3.500 parole
  • Indice: la pillar page dovrà contenere l’indice con i rispettivi link interni alle sezioni
  • Torna su”: meglio prevedere sempre un pulsante sul lato in basso a destra dello schermo, che riporta all’indice
  • Ottimizzazione SEO: ovviamente anche la pillar dovrà essere ottimizzata secondo le best practice SEO
  • Inbound Link: la pagina pilastro, per generare risultati organici, dovrà essere raggiunta dai link posizionati all’interno delle pagine contenenti i subtopic

Tipi di Pillar Page

Esistono 3 tipi di pagine pilastro da utilizzare in funzione dell’obiettivo che si intende perseguire; pur lasciando spazio alla creatività del web designer e del SEO Copywriter, hanno funzioni specifiche che ne determinano l’aspetto e la funzionalità.

10x Content Pillar Page

Immagina di descrivere un argomento dalla A alla Z, con lo scopo di fornire ai visitatori del sito, tutto quel che c’è da sapere su un determinato tema. Per ovvi motivi è impossibile dire e scrivere “tutto”, occorre dunque essere esaustivi, ma rimanere sufficientemente in superficie, per rendere fruibile il contenuto, in modo che il lettore possa in breve tempo trovare le informazioni ricercate. Saranno poi i subtopic a chiarire ed approfondire gli argomenti correlati. 

Service Pillar Page

Come la 10x, la Service Pillar approfondisce un tema, concentrandosi però su un prodotto o un servizio, ovvero è utile a fornire all’utente, tutte le informazioni che permettono di comprendere perché sceglierlo, come funziona, cos’è e rispondere alle domande più frequenti.

Anche per le Service Pillar, saranno le pagine del sito e gli articoli del blog correlati ad approfondire ulteriormente l’argomento.

Resource Pillar Page

Con lo scopo di creare una rete di link interni, per gli spider di Google, le Resource Pillar Page aiutano gli utenti a trovare risorse all’interno di un sito che diventa sempre più ricco di contenuti. Possiamo immaginarle come una sorta di hub di smistamento di link, per favorire l’indicizzazione, ma anche per dare all’utente una panoramica veloce delle pagine che può consultare a proposito di un argomenti, un prodotto o un servizio.

Articoli Blog

Il blog è il miglior alleato di chi si occupa di SEO content marketing, ovvero è semplice da utilizzare, immediato e soprattutto è “slegato” dalle gerarchie di link che caratterizzano le pagine del sito web.

Un modo efficace di utilizzare il blog, è proprio quello di spiegare e approfondire i subtopic, linkando le parole chiave verso la pillar page.

Un articolo può essere pubblicato velocemente, ma affinché possa produrre risultati nella strategia inbound, dovrà essere ottimizzato SEO e avere caratteristiche specifiche:

  • una quantità di parole sufficiente in funzione della competizione: normalmente va dalle 600 alle 2.000 parole
  • contenere al proprio interno i link che puntano alla pillar di riferimento
  • essere arricchito di immagini ottimizzate

SEM

SEM significa Search Engine Marketing e racchiude tutte le attività svolte dal marketing per aumentare e profilare il traffico generato dalle ricerche degli utenti sui motori, è composto principalmente da due branche.

Risultati Organici

Potrà sembrare banale a questo punto della storia, ma meglio non dare nulla per scontato.

Cosa si intende per risultati organici? Con organico, naturale o puro, si intende il traffico, ovvero le visite generate da chi ha cliccato su un link presentato dal motore di ricerca nelle proprie pagine di risultati. Per essere organico il link dovrà essere posizionato senza pagare direttamente al motore di ricerca una qualunque forma di pubblicità.

Risultati a Pagamento

I risultati a pagamento sono invece gli annunci che compaiono in seguito ad una ricerca e per i quali l’inserzionista paga direttamente il motore; questi non richiedono ottimizzazioni SEO, ma abilità del copy, del web designer e del gestore delle campagne.

SEA

L’acronimo SEA significa Search Engine Advertising, ed è al contrario della SEO, l’attività di creazione e gestione di annunci a pagamento sui motori di ricerca.

Google mette a disposizione degli inserzionisti la piattaforma Google ADS, grazie alla quale è possibile promuovere annunci di diverso tipo per catturare l’attenzione dei navigatori.

Annunci Pay Per Clic

Gli annunci che compaiono nella SERP di Google con la sigla “Ann” sono il risultato di una campagna Adwords, ovvero degli annunci testuali che vengono pagati dall’inserzionista ogni volta che l’utente ci clicca sopra.

Il costo viene calcolato con un’asta, ovvero in funzione delle parole ricercate e della loro competizione: semplicemente chi spende di più si posiziona più in alto.

Annunci Display

Google ADS offre anche l’opportunità di comparire su siti partner (grazie al circuito AdSense) e YouTube con annunci cosiddetti Display.

Sono annunci grafici e video che compaiono navigando il web o facendo ricerche su YouTube, in funzione degli interessi dell’utente e determinati dagli algoritmi che analizzano le visite e le ricerche effettuate in precedenza.

Lo scopo degli annunci display è di catturare l’attenzione e stimolare l’utente a visitare una determinata pagina, per acquistare, scaricare un contenuto, abbonarsi, approfondire, …

Retargeting

Gli utenti, navigando il web, lasciano una traccia del loro “viaggio” grazie all’utilizzo dei cookies, tecnologia che permette agli algoritmi di Google di sviluppare campagne pubblicitarie per stimolare le persone a compiere un’azione.

Questa tecnica detta Retargeting consente di far visualizzare, agli utenti che hanno visitato delle pagine specifiche, o hanno degli interessi particolari, annunci pubblicitari display.

Il retargeting è una tecnica pubblicitaria, a volte definita invasiva, che consente di aumentare la notorietà (awareness) di un brand, prodotto o servizio e al contempo di raggiungere un pubblico potenziale in base alle sue caratteristiche ed interessi.

SEO Marketing

Come avrai avuto modo di vedere, seppur solo in superficie, il SEO Marketing è un vasto insieme di strategie e tecniche complesse, che spaziano dalla consulenza SEO alle neuroscienze, dalla scrittura di codice informatico al blogging, ma il tutto è anche parte di un metodo più ampio:

l’Inbound Marketing

L’Inbound Marketing è una metodologia ed un insieme di strategie e tattiche finalizzate ad attrarre le persone, con contenuti utili ed esperienze personalizzate, al fine di costruire relazioni di business.

Una delle caratteristiche che l’Inbound e la SEO hanno in comune è il fatto di essere “guidati dai dati” – data driven – ovvero impostati e sviluppati mettendo al centro i dati ottenuti dalla costante analisi degli utenti e del rispettivo comportamento.

Che siano pubblico, Lead, Prospect o clienti acquisiti, capire cosa cercano ed a cosa sono interessati, quali problemi devono risolvere e quali obiettivi vogliono raggiungere è la formula magica per comprendere il Search Intent e dunque sviluppare una strategia che porti risultati concreti e misurabili.

Analisi SEO

Avere un obiettivo chiaro e conoscere il terreno di gioco è indubbiamente la regola d’oro per ogni progetto di successo. Per la SEO è fondamentale partire dall’analisi, per comprendere, se hai già un sito web, come Google lo vede e con quali argomenti e frasi di ricerca viene trovato dalle persone, ma soprattutto per scoprire cosa stanno facendo i tuoi competitor.

Si analizza il sito aziendale, i siti dei competitor (diretti e indiretti, ovvero quelli che offrono la stessa cosa che offri tu, e quelli che invece si posizionano meglio di te, ma non vendono nulla in concorrenza con te) e il web per capire cosa cercano le persone (topics) e con quali parole chiave (subtopics) e quali strategie stanno già adottando le aziende che compaiono prima di te nelle ricerche.

Per farlo si utilizzano software di audit SEO come SEMRush o SEOZoom, due servizi molto efficaci facilmente reperibili online, mentre per capire le tendenze e gli interessi del pubblico puoi utilizzare Google Trend e vedere se un argomento, un prodotto o un servizio sono di tendenza nelle ricerche o meno.

Così facendo avrai le idee più chiare su quali parole chiave utilizzano le persone per cercare contenuti. Una tessera del puzzle che ti permetterà di iniziare a lavorare con un obiettivo più specifico ed efficace.

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